L’ordine del pasto cambia la glicemia?
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Che proteine e grassi rallentino lo stomaco si sa da tempo, ma la domanda qui è più circoscritta. Nello stesso piatto, senza toccare nulla tranne l’ordine, la curva dopo il pasto prende una forma diversa. I carboidrati totali restano fissi; a cambiare è il ritmo con cui arrivano nel sangue.
È possibile tenere fisso il contenuto di un pasto e cambiare solo l’ordine in cui viene mangiato. I ricercatori hanno provato esattamente questo: stesso piatto, stessa quantità, due sequenze diverse. In una i carboidrati sono andati per primi, nell’altra sono venute prima le verdure e le proteine. Nel secondo schema il picco della curva si è abbassato e la salita si è distribuita su un tempo più lungo. La differenza è nata dall’ordine, non dalla quantità mangiata.
Il motivo non è magia: è ciò che l’ordine fa allo svuotamento dello stomaco. Quando le verdure ricche di fibre e le proteine entrano per prime, i carboidrati raggiungono l’intestino tenue con un ritmo più graduale; c’è un articolo a parte che spiega questo effetto frenante delle fibre. La parte che dipende solo dall’ordine sta sul versante ormonale. Gli ormoni rilasciati dall’intestino insieme al pasto danno forma alla risposta insulinica. Questa risposta cambia con la sequenza: l’insulina misurata dopo lo stesso pasto è rimasta più bassa quando i carboidrati sono stati lasciati per ultimi.
| Sequenza | Cosa si è osservato |
|---|---|
| Prima i carboidrati | Picco più alto e più precoce dopo il pasto |
| Prima verdure e proteine | Picco più basso, salita più distesa |
| Tutto mescolato | Da qualche parte tra i due estremi |
Questa osservazione non viene da un solo studio. Gli studi crossover condotti su adulti con diabete di tipo 2 hanno indicato la stessa direzione. Nel disegno crossover la stessa persona segue entrambi gli schemi. Il confronto resta dentro la stessa persona. In uno studio con il monitoraggio continuo del glucosio, il tempo passato nell’intervallo target si è allungato e le oscillazioni nell’arco della giornata si sono mosse in una fascia più stretta. In uno studio pilota con partecipanti con prediabete il peso è diminuito; la piccola variazione dell’HbA1c, invece, non è risultata abbastanza netta da poterla considerare certa.
Il quadro ha anche i suoi limiti. Le prove sono state condotte su gruppi piccoli, di poche decine di persone, e per lo più in condizioni di cucina controllata. Non è ancora chiaro se lo stesso risultato si ripeta in chi usa l’insulina ai pasti.
L’ordine, la dimensione della porzione e il tipo di carboidrato stanno fianco a fianco nello stesso quadro. In pratica la questione è dove va, nel piatto, la prima forchettata. Quando un’insalata, una ciotola di minestra di verdure o una proteina come l’uovo aprono il pasto, l’ordine si costruisce da solo. A casa, quando si prepara il piatto, di solito non serve uno sforzo a parte. In un pranzo del fine settimana che si allunga, lo schema diventa visibile da sé. Nella pausa pranzo veloce al lavoro, invece, a volte non si riesce a costruirlo affatto. Finire lo stesso piatto in un ordine diverso non toglie nulla al pasto.
Fonti
- Shukla AP, Iliescu RG, Thomas CE, Aronne LJ. Food order has a significant impact on postprandial glucose and insulin levels. Diabetes Care. 2015;38(7):e98-e99.
- Touhamy S 2nd, Palepu K, Karan A, et al. Carbohydrates-last food order improves time in range and reduces glycemic variability. Diabetes Care. 2025;48(2):e15-e16.
- Shukla AP, Karan A, Hootman KC, et al. A randomized controlled pilot study of the food order behavioral intervention in prediabetes. Nutrients. 2023;15(20):4452.
- American Diabetes Association Professional Practice Committee. 5. Facilitating Positive Health Behaviors and Well-being to Improve Health Outcomes: Standards of Care in Diabetes-2026. Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S89-S131. doi:10.2337/dc26-S005