Che cosa sono i chetoni e quando misurarli?
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I chetoni sono il carburante di riserva che il fegato ricava dai grassi quando le cellule non usano abbastanza glucosio. Una piccola quantità è normale; il problema nasce quando si accumulano. Questo articolo spiega che cosa sono, perché sangue e urina mostrano cose diverse e in quali casi il tema emerge.
Le cellule ricavano energia soprattutto dal glucosio e per far entrare questo carburante hanno bisogno dell’insulina. Quando l’azione dell’insulina non basta, il glucosio si accumula nel sangue ma non riesce proprio a entrare nella cellula. Il corpo si rivolge allora al secondo carburante che ha a disposizione. Il fegato comincia a scomporre gli acidi grassi e compaiono composti chiamati chetoni. Per il muscolo e per il cervello questi composti sono veri e propri carburanti. Quindi i chetoni non sono considerati di per sé un disturbo.
Dopo una giornata di digiuno prolungato o dopo una lunga camminata è normale che si formi una piccola quantità di chetoni. Il quadro comincia a cambiare nel punto in cui la velocità di produzione supera quella di consumo. Quando i chetoni si accumulano, l’equilibrio acido del sangue si altera e questo spostamento si manifesta all’esterno con segni propri. Nausea, dolore addominale, respiro profondo e rapido e odore fruttato in bocca sono i principali fra questi segni.
Ad accelerare l’accumulo è il fatto che l’azione dell’insulina resta al di sotto del fabbisogno che il corpo ha in quella giornata. A volte questa azione scompare del tutto. Più spesso l’insulina c’è ma non riesce a fare il suo lavoro. Le linee guida raccolgono i due casi sotto un’unica voce: la carenza è assoluta oppure relativa, e le due strade portano allo stesso punto. Quando l’accumulo comincia, il quadro si sviluppa nel giro di ore, non si estende su più giorni. Per questo i chetoni portano un’informazione distinta da quella della glicemia.
I chetoni si misurano in due modi e i due modi non danno la stessa informazione.
| Misurazione nel sangue | Striscia per i chetoni nelle urine | |
|---|---|---|
| Che cosa rileva | Il beta-idrossibutirrato, il chetone prevalente | Soprattutto l’acetoacetato |
| Quale momento mostra | Il momento presente | Il momento di alcune ore prima |
| La forma del risultato | Un valore numerico | Un confronto approssimativo con la scala dei colori |
| Il punto debole noto | Le strisce costano di più | Il risultato può apparire basso all’inizio del quadro e alto durante il miglioramento |
La differenza non è un dettaglio da poco. La striscia urinaria riferisce con ritardo quello che è successo, perché l’urina porta ciò che è stato filtrato alcune ore prima. Quando il quadro comincia a migliorare, la striscia può dare ancora un colore scuro, e il motivo è che durante il miglioramento il tipo di chetone rilevato dalla striscia aumenta temporaneamente. La misurazione nel sangue mostra invece il momento presente. E per questo le linee guida la mettono in primo piano.
Il tema dei chetoni non si presenta ogni giorno e non è un argomento che richiede un monitoraggio continuo. Emerge in determinate situazioni:
- Le giornate di malattia che si mettono di traverso: quando segni di infezione come febbre, brividi, bruciore quando si urina o diarrea mettono il corpo sotto sforzo
- Il vomito o il non riuscire a trattenere i liquidi che si bevono
- Una mancanza di insulina, per un motivo o per l’altro, per esempio l’occlusione del set del microinfusore
- Una glicemia che resta alta più a lungo del previsto
- Uno dei segni elencati sopra che accompagna il quadro
Il valore del risultato e ciò che lo accompagna acquistano senso insieme. Una striscia lasciata all’aria su una mensola umida del bagno può dare un colore alterato, e anche la data di scadenza sulla scatola incide sul risultato. Come il termometro misura la febbre senza dirne la causa, così la misurazione dei chetoni descrive la situazione. Che cosa significhi il risultato lo stabilisce l’équipe che ti segue, guardando la persona nel suo insieme.
C’è un’eccezione. Se accanto alla misurazione ci sono vomito, dolore addominale, respiro che si fa più profondo o sonnolenza, il quadro non aspetta il prossimo appuntamento. Un altro articolo elenca quali segni non aspettano.
Fonti
- American Diabetes Association Professional Practice Committee. 6. Glycemic Goals, Hypoglycemia, and Hyperglycemic Crises: Standards of Care in Diabetes—2026. Diabetes Care. 2026;49(Supplement_1):S132–S149. doi:10.2337/dc26-S006
- Umpierrez GE, Davis GM, ElSayed NA, et al. Hyperglycemic Crises in Adults With Diabetes: A Consensus Report (ADA, EASD, JBDS, AACE, DTS). Diabetes Care. 2024;47(8):1257–1275.
- Lizzo JM, Goyal A, Kaur J. Adult Diabetic Ketoacidosis. In: StatPearls. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2026 Jan-. Updated 30 November 2025. Bookshelf ID: NBK560723.
- Rodriguez Alvarez P, San Martin VT, Morey-Vargas OL. Hyperglycemic crises in adults: A look at the 2024 consensus report. Cleve Clin J Med. 2025;92(3):152-158. doi:10.3949/ccjm.92a.24089
- National Institute for Health and Care Excellence (NICE). Type 1 diabetes in adults: diagnosis and management. NICE guideline NG17; 2015, last updated 2022.
- Türkiye Endokrinoloji ve Metabolizma Derneği (TEMD). Diabetes Mellitus ve Komplikasyonlarının Tanı, Tedavi ve İzlem Kılavuzu-2026. 17. Baskı. TEMD; 2026. ISBN 978-625-99759-8-6