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Glicemia bassa

Cosa fare quando la glicemia si abbassa?

· 3 min

Macrofotografia di un ammasso di cristalli ambra-arancio che brilla come illuminato dall’interno; color miele caldo, del tutto astratto.

Quando la glicemia si abbassa due cose procedono in ordine: invertire in fretta la discesa e poi misurare se è davvero risalita. Lo fa un carboidrato ad assorbimento rapido, non un dolce grasso come il cioccolato: il grasso ritarda l’assorbimento. La regola del 15-15 delle linee guida lega i due passaggi.

Quello che inverte la discesa è la velocità. Più in fretta il carboidrato passa dallo stomaco al sangue, più breve è l’intervallo in cui il cervello resta senza carburante. La prima scelta delle linee guida è il glucosio puro, perché non ha nulla che ne rallenti l’assorbimento; anche altri carboidrati che contengono glucosio alzano la glicemia. Una revisione ha rilevato che i sintomi passano più spesso con il glucosio puro che con succo di frutta o caramelle.

L’opzione lenta qui non serve. Cioccolato, wafer e gelato contengono molto zucchero, ma il grasso ritarda lo svuotamento dello stomaco; gli standard di cura dell’ADA scrivono che il grasso aggiunto rallenta e prolunga la risposta glicemica. Nemmeno qualcosa a base di proteine è adatto, perché stimola di per sé la secrezione di insulina. Quello che serve non è una salita lenta, ma un ritorno rapido.

L’approccio che le linee guida chiamano regola del 15-15 mette queste azioni in un ordine fisso. I numeri nel nome indicano i grammi di carboidrati e il tempo di attesa, non un valore di glicemia. L’ordine descritto dalle fonti procede così:

  1. Un carboidrato ad assorbimento rapido; il primo numero nel nome della regola ne indica i grammi.
  2. Poi una breve attesa; l’altro numero dà i minuti di questo intervallo.
  3. Allo scadere dell’attesa, una nuova misurazione: la risalita c’è stata davvero?
  4. Se non c’è stata, le fonti parlano di ripetere lo stesso passaggio e, se il miglioramento non arriva, di aiuto medico.

Il fatto che i sintomi si attenuino non è di per sé una prova, perché sintomi e misurazione non migliorano nello stesso momento. Con quali segnali si manifesta la discesa, e perché in alcune persone questi segnali non compaiono affatto, lo spiega l’articolo “Come ti accorgi che la glicemia sta scendendo?” Anche la seconda metà della regola richiede questo passaggio: il tempo di attesa dà l’intervallo in cui la misurazione risulta significativa. Per questo la misurazione è un passaggio a sé, separato dai sintomi.

C’è un altro pericolo: se l’insulina o un farmaco che stimola il pancreas sono ancora attivi, la discesa può ripetersi. Il segnale è il ritorno degli stessi sintomi dopo il miglioramento. Questa seconda discesa non arriva per forza in pochi minuti. Finché dura l’effetto del farmaco, può comparire anche dopo ore. In chi usa insuline ad azione prolungata e sulfoniluree l’intervallo è ancora più ampio. Per questo le linee guida parlano di mangiare qualcosa dopo la ripresa.

La correzione eccessiva ha un suo prezzo. L’agitazione porta a una fretta che svuota la dispensa; la glicemia sale molto sopra l’obiettivo, poi arriva una correzione, poi una nuova discesa, e la giornata diventa un’altalena. Prendere una quantità misurata e lasciare che il tempo passi: è questo che accorcia l’altalena.

C’è un limite: se la persona non riesce a deglutire, per bocca non funziona più niente. Non svegliarsi, non rispondere alle domande e non deglutire ciò che le viene messo in bocca sono i segnali di questo limite. Da qui in poi si apre un’altra strada, che si chiama glucagone: non l’applica la persona stessa, ma qualcuno che le sta accanto.

Il cioccolato serve quando la glicemia si abbassa?
Per via del suo grasso resta lento, mentre quello che serve è la rapidità. Se lo svuotamento dello stomaco ritarda, ritarda anche la salita, che per di più si prolunga. In un momento in cui serve un ritorno rapido è una caratteristica indesiderata.
I numeri della regola del 15-15 sono valori di glicemia?
No. Uno indica i grammi di carboidrati, l’altro i minuti di attesa. La regola non descrive una soglia, ma un ordine e un tempo.
Perché devo misurare di nuovo dopo il miglioramento?
Perché il passare dei segnali non è considerato una prova della risalita nel sangue. Inoltre l’insulina ancora attiva può portare una nuova discesa; per questo le linee guida consigliano di ripetere la misurazione e poi di mangiare qualcosa.

Fonti

  1. American Diabetes Association Professional Practice Committee. 6. Glycemic Goals, Hypoglycemia, and Hyperglycemic Crises: Standards of Care in Diabetes—2026. Diabetes Care. 2026;49(Supplement_1):S132–S149. doi:10.2337/dc26-S006
  2. Evert AB. Treatment of Mild Hypoglycemia. Diabetes Spectrum. 2014;27(1):58–62. doi:10.2337/diaspect.27.1.58
  3. Carlson JN, Schunder-Tatzber S, Neilson CJ, Hood N. Dietary sugars versus glucose tablets for first-aid treatment of symptomatic hypoglycaemia in awake patients with diabetes: a systematic review and meta-analysis. Emergency Medicine Journal. 2017;34(2):100–106. doi:10.1136/emermed-2015-205637
  4. Mathew P, Thoppil D. Hypoglycemia. StatPearls. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2022.

Questo articolo ha scopo informativo; non è una diagnosi, una terapia o un consiglio sul dosaggio. Le decisioni sulla tua cura prendile sempre insieme al tuo medico.

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