Cosa misura la glicemia a digiuno e dopo pasto?
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La glicemia a digiuno misura il livello che il corpo tiene da solo, senza pasti di mezzo. Quella dopo pasto mostra quanto in fretta riporti giù un carico. Non sono due orari della stessa cosa, ma due capacità distinte. Per questo non stupisce se una esce pulita e l’altra no.
Il primo numero che misuri la mattina lo produce il fegato della notte. Per tutta la notte il fegato rilascia glucosio nel sangue; l’insulina basale frena quel rilascio. Il numero del mattino mostra l’equilibrio tra freno e acceleratore. È anche la definizione della misurazione a digiuno: una notte senza calorie per ore. L’acqua non chiude quella finestra, il caffè col latte sì.
La misurazione dopo pasto fa tutt’altra domanda. Quando il pane o il riso passano dallo stomaco all’intestino, il glucosio entra in fretta nel sangue; il pancreas risponde a questo con un’ondata precoce di insulina e il tessuto muscolare tira dentro il glucosio in arrivo. Con lo stesso piatto, se mangi in fretta, lo stomaco si svuota presto e il carico entra ripido nel sangue; se mangi piano, la curva si allarga. Il numero dopo pasto lo decide soprattutto il riflesso con cui il muscolo risponde al pasto; contano anche la velocità di svuotamento dello stomaco e gli ormoni intestinali.
Ogni misurazione coglie un guasto diverso. Lo studio di Kanat e colleghi del 2012 ha diviso in tre gruppi 172 persone nell’intervallo del prediabete. Corretti i dati per la resistenza all’insulina, in chi aveva la glicemia a digiuno al limite alto l’ondata precoce dell’insulina era debole; quella tardiva invece non era calata, anzi cresciuta. In chi aveva la glicemia dopo pasto al limite alto era debole anche la tardiva. Una rassegna su Diabetologia traccia la stessa distinzione da un’altra angolazione: una glicemia a digiuno alta indica soprattutto un fegato sordo all’insulina, una glicemia dopo pasto alta un muscolo sordo. Uno studio recente sulla stessa rivista aggiunge che, con la glicemia a digiuno alta, pesa anche il meccanismo del glucagone.
| Confronto | Misurazione a digiuno | Misurazione dopo pasto |
|---|---|---|
| La domanda | Dov’è la base senza cibo? | Con un carico si riprende? |
| L’organo in scena | Fegato e insulina basale | Ondata precoce del pancreas, muscolo |
| Guasto dominante | Fegato sordo all’insulina | Il muscolo non fa entrare il glucosio |
| Quando parte il conteggio | Con l’ultima caloria della notte | Col primo boccone del pasto |
Che i numeri non coincidano non è quindi un’eccezione. In una piccola serie clinica kuwaitiana di 43 persone, tre quarti dei diagnosticati con il criterio dopo carico avevano la glicemia a digiuno sotto la soglia diagnostica. Stessa persona, stessa mattina, risposta diversa. Gli autori di quello studio proponevano di leggere insieme i due criteri; nella pratica di oggi, invece, uno dei criteri da solo basta per la diagnosi.
In realtà, la domanda su quale conti di più è mal posta.
- Conta di più la glicemia a digiuno o quella dopo pasto?
- Misurano organi diversi, perciò una non sostituisce l’altra. Il numero del mattino racconta il lavoro notturno del fegato; quello dopo pasto, il riflesso del muscolo. Sceglierne una vuol dire saltare una delle due domande.
- Che cosa vuol dire esattamente a digiuno?
- Non aver preso calorie per ore prima. Appena nel tuo caffè entra latte o zucchero, quella finestra si chiude. L’acqua da sola la tiene aperta.
- Quando parte il conteggio nella misurazione dopo pasto?
- Parte al primo boccone, non quando posi la forchetta. Anche nei test diagnostici il conteggio scatta appena prendi il carico, e la lettura si fa alla seconda ora.
- Se una esce buona e l’altra no, è un errore di misurazione?
- Il più delle volte no. Gli studi che confrontano le misurazioni di laboratorio mostrano che i due criteri segnalano persone diverse. Se però misuri a casa, il primo passo è controllare l’apparecchio e le strisce.
Fonti
- Kanat M, Mari A, Norton L, Winnier D, DeFronzo RA, Jenkinson C, Abdul-Ghani MA. Distinct beta-cell defects in impaired fasting glucose and impaired glucose tolerance. Diabetes. 2012;61(2):447-453. doi:10.2337/db11-0995
- Faerch K, Borch-Johnsen K, Holst JJ, Vaag A. Pathophysiology and aetiology of impaired fasting glycaemia and impaired glucose tolerance: does it matter for prevention and treatment of type 2 diabetes? Diabetologia. 2009;52(9):1714-1723. doi:10.1007/s00125-009-1443-3
- Kohlenberg JD, Laurenti MC, Egan AM, Schembri Wismayer D, Bailey KR, Cobelli C, Dalla Man C, Vella A. Differential contribution of alpha and beta cell dysfunction to impaired fasting glucose and impaired glucose tolerance. Diabetologia. 2023;66(1):201-212. doi:10.1007/s00125-022-05794-3
- Parappil A, Doi SAR, Al-Shoumer KAS. Diagnostic criteria for diabetes revisited: making use of combined criteria. BMC Endocrine Disorders. 2002;2:1. doi:10.1186/1472-6823-2-1
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