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Porzioni ed etichette

Che cos’è una porzione e come si misura?

· 2 min

Ripresa dall’alto: due palmi aperti e vuoti uniti fianco a fianco davanti a uno sfondo scuro; inquadratura tagliata ai polsi, il viso non si vede.

La porzione è la quantità che una persona mette nel proprio piatto; la porzione di riferimento è quella che la confezione presuppone. Spesso non coincidono. Per misurarla non serve la bilancia: la misura della mano e il piatto diviso ti seguono a casa e in viaggio. Niente numeri, bastano le proporzioni.

Ciò che rende davvero incerta la porzione è che ognuno ha una misura diversa. Questa pagina non entra nei numeri stampati sulla confezione; a quale quantità corrisponda la porzione di riferimento è compito dell’articolo “Come si legge l’etichetta nutrizionale”. La vera domanda comincia dopo: senza confezione, come si stima senza bilancia la quantità nel piatto? Una pietanza che arriva in tavola non ha un’etichetta accanto. E la seconda cosa che complica la stima è il piatto stesso.

Anche la grandezza del piatto entra in gioco. E se a far crescere la quantità non fosse il cibo, ma il contenitore? Questa trappola è misurata nell’articolo che chiede se conta di più cosa mangio o quanto mangio: il piatto grande e la confezione grande gonfiano la porzione in silenzio. Qui la stessa trappola si guarda dal lato della soluzione.

La misura con la mano è un approccio pratico nato proprio per colmare questo vuoto. Non richiede la bilancia. E la mano di ognuno è proporzionata al proprio corpo. In un confronto su quarantadue alimenti, la misura con mano e dita è risultata più precisa di bicchieri e cucchiai per i cibi dalla forma geometrica regolare. Con i pezzi di forma irregolare, come il pesce o il petto di pollo, entrambi i metodi hanno faticato. La mano è quindi uno strumento di stima, non un attrezzo che sostituisce la bilancia. Le corrispondenze approssimative più usate sono queste.

  • Palmo della mano: alimenti ricchi di proteine come carne, pollo e pesce
  • Pugno: alimenti voluminosi come verdure non amidacee e frutta intera
  • Manciata: alimenti in chicchi come pasta, cereali cotti e legumi
  • Punta del pollice: piccole quantità come olio, salse e creme spalmabili dense

Anche il bicchiere e il cucchiaio di casa sono unità di misura. Che la bilancia sia uno strumento temporaneo, che in poche settimane tara l’occhio, era stato raccontato in un altro articolo; una valutazione ne dà anche la misura. I partecipanti hanno indicato la bilancia come lo strumento più preciso, ma anche quello che meno volevano continuare a usare. La misura con bicchiere e cucchiaio l’hanno trovata invece facile e sostenibile. Questa tensione tra precisione e continuità riassume il tema delle porzioni.

Il metodo del piatto, invece, abbandona del tutto i numeri e guarda allo spazio. Metà del piatto è per le verdure non amidacee, un quarto per le proteine, un quarto per gli alimenti a base di carboidrati. In uno studio condotto nell’educazione al diabete, che confrontava questi due approcci, il metodo del piatto e il conteggio dei grammi hanno dato risultati simili. La differenza stava nell’aritmetica, perché il metodo del piatto non richiede calcoli. Per chi non va d’accordo con i numeri non è un dettaglio da poco.

Nessuno dei due metodi dà grammi: dà proporzioni. I piatti in umido, i piatti misti e i cibi con molta salsa mettono in difficoltà entrambi. Usare sempre la stessa ciotola e lo stesso piatto aiuta a tenere le stime vicine tra loro. Cambiare contenitore ogni volta, invece, azzera la scala da capo. L’educazione alle porzioni prende forma in base alla persona e spesso procede insieme a un dietista.

Fonti

  1. Gibson AA, Hsu MSH, Rangan AM, Seimon RV, Lee CMY, Das A, Finch CH, Sainsbury A. Accuracy of hands v. household measures as portion size estimation aids. Journal of Nutritional Science, 2016;5:e29. doi:10.1017/jns.2016.22
  2. Faulkner GP, Livingstone MBE, Pourshahidi LK, Spence M, Dean M, O’Brien S, Gibney ER, Wallace JMW, McCaffrey TA, Kerr MA. An evaluation of portion size estimation aids: precision, ease of use and likelihood of future use. Public Health Nutrition, 2016;19(13):2377-2387. doi:10.1017/S1368980016000082
  3. Bowen ME, Cavanaugh KL, Wolff K, Davis D, Gregory RP, Shintani A, Eden S, Wallston K, Elasy T, Rothman RL. The Diabetes Nutrition Education Study Randomized Controlled Trial: a Comparative Effectiveness Study of Approaches to Nutrition in Diabetes Self-Management Education. Patient Education and Counseling, 2016;99(8):1368-1376. doi:10.1016/j.pec.2016.03.017
  4. American Diabetes Association Professional Practice Committee. 5. Facilitating Positive Health Behaviors and Well-being to Improve Health Outcomes: Standards of Care in Diabetes-2026. Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S89-S131. doi:10.2337/dc26-S005

Questo articolo ha scopo informativo; non è una diagnosi, una terapia o un consiglio sul dosaggio. Le decisioni sulla tua cura prendile sempre insieme al tuo medico.

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